A tutti — proprio a tutti — arriva posta elettronica che non ci interessa. Hai fatto un acquisto, ti sei registrato su un sito e boom: offerte, newsletter, “solo per te”. Hai dimenticato una spunta mentre compravi la cover del telefono e boom: il tuo indirizzo è finito in liste commerciali di terzi.
Non sto parlando solo delle truffe (phishing, finti corrieri, “il tuo account sarà chiuso”). Anche quando la mail è “legittima”, lo spam commerciale è immondizia: rumore che ti fa perdere tempo e, peggio, ti fa rischiare di non vedere le poche cose che contano.
Qui niente panacea magica. Ti dico due metodi che uso io per ridurre il volume — e come organizzarli senza che una fattura o una mail importante finisca nel cestino sbagliato.
1. Annulla l’iscrizione (sì, quel link minuscolo)
In fondo alle mail pubblicitarie c’è quasi sempre un link «Annulla iscrizione» / «Unsubscribe». Piccolo, grigio, a volte nascosto tra tre righe di legale. C’è: se manca davvero, è già un segnale brutto.
Usarlo non è “perdere tempo”: è togliere alla radice una sorgente. Due-tre click oggi, meno rumore per mesi. Se dopo l’unsubscribe continui a ricevere la stessa roba, allora sì: filtro (punto due) o segnalazione come spam al provider.
Attenzione al phishing: se la mail sembra sospetta (mittente strano, urgenza, allegati), non cliccare link a caso. Per le newsletter vere dei negozi che conosci, l’unsubscribe ufficiale è lo strumento giusto. Per le mail dubbie, meglio ignorare / spam / non aprire link.
2. Filtri e cartelle (quando l’automatico non basta)
Il filtro antispam del provider (Gmail, Libero, Aruba, Microsoft…) fa una parte del lavoro. Il resto lo fai tu: regole che spostano la posta prima che ti disturbi in Posta in arrivo.
Io uso Thunderbird (Mozilla): puoi creare cartelle e regole su oggetto, mittente, contenuto. Stessa logica esiste in Outlook, Apple Mail, e anche nelle regole web di Gmail. Non conta il software: conta avere una regola chiara.
Esempi pratici di cartelle:
- Spam / promozioni — offerte, “-30% solo oggi”, newsletter che non vuoi in cima alla lista.
- Supermercati / e-commerce — se ogni tanto un’offerta Zalando o Esselunga ti interessa, meglio una cartella dedicata che mischiarle con lavoro e clienti.
- Bollette / utenze — luce, gas, telefonia: le trovi quando ti serve, non ti sparano in faccia ogni mattina.
- Scontrini elettronici — sempre più comuni; utili in contabilità, inutili in Inbox.
Parole chiave, dominio del mittente, pezzi di oggetto: più sei preciso, meno rischi di far sparire una mail importante. Se hai dubbi, meglio una cartella “da rivedere” che il cestino automatico.
L’obiettivo: Inbox = solo ciò che ti serve
Non è perfezionismo. È igiene digitale. Quando in Posta in arrivo restano messaggi di persone, lavoro, cose da fare — e il resto vive in cartelle con regole — leggi di meno e sbagli di meno.
Niente di tutto questo richiede un corso o un consulente. Dieci minuti a impostare due-tre filtri, e ogni tanto un giro di unsubscribe sulle newsletter che ancora ti inseguono, bastano a cambiare la giornata.
Se usi un client diverso da Thunderbird e ti blocchi sulla regola “sposta se l’oggetto contiene…”, dalla pagina contatti chiedi pure: spesso si risolve in una risposta, senza call e senza fattura che scatta alla prima domanda.
Inbox piena di offerte e scontrini? Parti dall’unsubscribe, poi un filtro. Se vuoi solo capire se la regola è impostata bene, scrivimi.
