WordPress

Backup WordPress senza plugin: guida semplice

File e database a mano (File Manager + phpMyAdmin), dove conservarli, come verificarli, quando usare All-in-One WP Migration — e perché il plugin da solo non basta.

Una checklist non basta: serve capire perché un backup WordPress è fatto così — e cosa fare quando il plugin non collabora.

Un plugin di backup non è il nemico. Io uso All-in-One WP Migration e nella maggior parte dei casi funziona: esporti, scarichi, in un trasferimento o in un ripristino ti togli parecchi passaggi. Il problema nasce quando pensi che «ho il plugin» equivalga a «sono al sicuro». Limiti di dimensione, timeout dell’hosting, export incompleto, file che non si apre: capita. Allora torna utile sapere fare le due cose a mano: file e database.

Questa guida è quella strada. Non sostituisce il plugin: ti spiega cosa stai salvando davvero. Per una panoramica più ampia (provider, clone locale, GitHub) c’è anche l’articolo su i modi di fare backup di un sito.

Cosa stai salvando (e cosa no)

WordPress non è «un file solo». È un’applicazione + i tuoi contenuti.

  • I file — soprattutto dentro wp-content: tema, plugin, e la cartella uploads (foto, PDF, media). Senza questa cartella ripristini i testi e ti ritrovi con i buchi al posto delle immagini.
  • Il database — articoli, pagine, bozze, menu, widget, utenti, molte impostazioni dei plugin. È dove vive il lavoro editoriale.

Il «motore» WordPress (le cartelle wp-admin e wp-includes) si può anche reinstallare. I tuoi contenuti no. Per questo, se scarichi tutto il sito stai più comodo; se scarichi il minimo, non scendere sotto wp-content + wp-config.php + dump SQL.

Uno senza l’altro non è un backup completo. Solo file: hai le foto ma non i post aggiornati. Solo database: hai i testi ma non le immagini. Il giorno del guaio scopri che ti manca metà casa.

1. I file: File Manager o FTP

Entra nel pannello del provider (Aruba, Serverplan, SiteGround…) dal browser e apri il File Manager. In alternativa un client FTP/SFTP: stessa idea, cartelle da scaricare sul PC.

Cosa prendere:

  • wp-content — obbligatoria;
  • wp-config.php — obbligatorio: contiene nome database, utente, host e le chiavi di sicurezza del sito;
  • opzionale: tutta la cartella del sito (più comoda al ripristino).

Prima di chiudere, apri wp-content/uploads e verifica che non sia vuota o ridicolmente piccola rispetto a quanto hai caricato negli anni. È l’errore classico: scarichi un pezzo, zippi in fretta, e le foto restano sul server.

Se il sito è grosso, zippa lato server (molti File Manager lo permettono) e scarichi un archivio solo: meno file spezzati e meno timeout rispetto a migliaia di file singoli via FTP.

2. Il database: phpMyAdmin senza panico

Esci dal File Manager e apri phpMyAdmin dal pannello hosting.

A sinistra c’è l’elenco dei database. Spesso ce n’è uno solo, o uno che ricorda il nome del sito. Se non lo riconosci:

  1. Apri wp-config.php sul PC — anche con il Blocco note: è testo.
  2. Cerca una riga del tipo define( 'DB_NAME', 'nome_qui' );nome_qui è il database giusto.
  3. Selezionalo a sinistra in phpMyAdmin.
  4. Vai su Esporta. Per iniziare va bene il metodo rapido, formato SQL. Scarica il file.

Controlla subito la dimensione: non deve essere 0 KB. Capita con sessioni scadute o export falliti in silenzio. Se il database è molto grande e l’export si spezza, nel metodo personalizzato puoi esportare a pezzi (tabelle) o chiedere all’hosting un dump da terminale: stesso risultato, meno fragile su siti pesanti.

Apri l’SQL con il Blocco note per due secondi: se vedi roba tipo CREATE TABLE e INSERT, sei a posto. Se vedi HTML di errore login o una pagina bianca strana, non è un dump: rifallo.

3. Dove metterlo (regola pratica, non teoria)

Cartella con la data, es. backup-2026-09-16, e dentro:

  • zip dei file (o del sito intero);
  • file .sql del database;
  • opzionale: una riga di testo con data, dominio e note («prima del cambio tema», «dopo migrazione»).

Copialo fuori dal PC di lavoro e fuori dallo stesso server del sito: NAS, disco esterno, cloud. Se il problema è l’account hosting o il PC rubato, il backup non deve sparire insieme al guaio.

Tieni almeno due o tre versioni recenti. Un solo file «ultimo backup.zip» che sovrascrivi ogni volta è comodo finché non ti serve la versione di tre giorni fa.

4. Il test: altrimenti è un atto di fede

Un backup non aperto almeno una volta non è un backup: è un atto di fede.

Controlli minimi (li puoi fare oggi):

  • apri lo zip e verifica temi, plugin, cartella uploads;
  • controlla dimensione e contenuto grezzo dell’SQL come sopra;
  • segna da qualche parte dove sta la copia (non solo «ce l’ho in cloud» senza percorso).

Il test vero è un ripristino di prova: WordPress locale o staging, ricarichi file, importi SQL, vedi se il sito si alza. Non serve farlo ogni settimana; serve averlo fatto almeno una volta, così il giorno reale non è la prima volta. Se lavori con un clone di prova, l’articolo su sito staging e clone WordPress spiega perché «provare prima» e «avere un backup» si tengono per mano.

Plugin: sì, ma con gli occhi aperti

All-in-One WP Migration (e altri simili) nella maggior parte dei casi funzionano. Li uso. Risparmiano tempo. Hanno però limiti tipici: siti troppo pesanti per il piano gratuito o per i limiti PHP dell’hosting, export che sembrano ok e poi non si importano, dipendenza da un solo file «magico».

Uso sensato:

  • plugin per le copie regolari e per migrazioni comode;
  • procedura manuale (file + SQL) quando il sito è critico, prima di un cambio grosso, o quando il plugin fallisce;
  • mai solo «il backup del provider» senza sapere se puoi scaricarlo e aprirlo tu.

In sintesi: il plugin è comodità; la procedura a mano è assicurazione e consapevolezza.

Ripristino in pratica (schema)

  1. WordPress funzionante (nuovo install o stesso spazio dopo pulizia).
  2. Ricarichi wp-content (e il resto se lo avevi salvato) e ripristini un wp-config.php coerente con il nuovo database (nome, utente, password, host).
  3. In phpMyAdmin importi il file SQL sul database vuoto (o dedicato).
  4. Se il dominio è cambiato, aggiorni gli URL (strumenti di search-replace o opzioni in database): altrimenti link e immagini puntano ancora al vecchio indirizzo.

Con All-in-One, spesso importi il pacchetto e il plugin fa una parte di questo lavoro — quando l’import va a buon fine. Se no, torni allo schema sopra.

Quando farlo

  • prima di aggiornare tema/plugin importanti o cambiare hosting;
  • dopo una sessione di lavoro lunga su contenuti;
  • a cadenza fissa se il sito porta clienti o vendite (settimanale / mensile, a seconda di quanto cambia).

Non serve un corso. Serve una cartella con data, due pezzi (file + database), una copia fuori casa, e averci guardato dentro almeno una volta. «Ho il plugin di backup» senza verifica resta una speranza con estensione .wpress o .zip.

Vuoi capire se il tuo backup è completo o preparare un ripristino di prova senza rischiare il sito online? Scrivimi dalla pagina contatti — partiamo da file e database, senza magie.