Sia che costruisci il sito da solo sia che ti affidi a un professionista, prima o poi arriva la domanda: quale page builder usare? In commercio ce ne sono decine. I più comuni che incontro ogni settimana:
- Gutenberg — il builder nativo di WordPress (blocchi)
- Elementor
- WPBakery (ex Visual Composer)
- Generate Blocks — estensione leggera per Gutenberg
- Thrive Architect — spesso legato all’intera suite Thrive
- Divi, Beaver Builder, Bricks… — altri nomi che sentirai spesso
Ognuno ha pro e contro. Ma c’è un solo builder che non ti chiede licenza annuale e non ti lega a un fornitore: Gutenberg. Non è perfetto — ma capire quando usarlo (e quando no) ti risparmia migliaia di euro e settimane di rifacimenti.
Gutenberg: l’unico che «non rompe» (quasi mai)
Da qualche anno il block editor nativo non è più quello scarno del lancio. Si lavora bene, si impara in fretta, e soprattutto è WordPress: aggiornamenti, compatibilità, futuro del CMS passano da lì.
Allora perché spendere soldi per Elementor o simili? Perché Gutenberg è ancora limitato rispetto ai builder premium: certi layout, animazioni, effetti visivi semplicemente non ci sono — o richiedono CSS a mano.
Gutenberg per il blog: sì, sempre
Io consiglio sempre Gutenberg per articoli e news, anche se il resto del sito usa altro. Perché?
- Gli articoli sono tanti.
- Di solito non servono fronzoli grafici — servono titolo, testo, immagini, link.
Gli altri builder, quando il sito invecchia, spesso si impallano: conflitti con plugin, versioni PHP, aggiornamenti che rompono layout. Nei casi gravi devi cambiare builder — cioè rifare le pagine da zero. Se il blog resta su Gutenberg, le centinaia di articoli non vengono intaccati.
«Esagerato!» dirà qualcuno. Ti racconto solo questo: per un conflitto con Elementor ho perso e dovuto rifare da capo il blog di uomodicasa.it — oltre 200 pagine. Non teoria: esperienza diretta.
Gutenberg per tutto il sito? Sì, si può
Domanda secca: posso costruire l’intero sito solo con Gutenberg? Sì.
Lati positivi
- Leggerezza — niente plugin builder pesante; il sito carica più veloce.
- Facilità — blocchi intuitivi, curva di apprendimento stretta.
- Formattazione — scrivi in Word, incolli in Gutenberg: capisce gran parte della formattazione (diciamo il 90%). Comodo.
- Nessuna licenza — niente 70 €/anno che spuntano quando cambi agenzia (ne parlo in questa guida sui costi nascosti dei builder).
Lati negativi
- Limitato — meno opzioni visive rispetto a Elementor o WPBakery.
- Solo backend — lavori nell’editor WordPress e controlli il risultato in anteprima, non always-on come Elementor front-end.
- Responsive «sì, ma…» — alcuni blocchi (es. tabelle) non sono responsive al 100%; a volte serve CSS custom.
Per un sito fai-da-te o una vetrina snella, Gutenberg può essere la scelta giusta. Il sito che stai leggendo (danielechiuri.it) è costruito così — tema custom + blocchi nativi, niente Elementor.
Elementor: amato, odiato, e spesso un vincolo
Elementor è il builder più conosciuto. Ha una curva rapidissima: in poche ore anche un non tecnico crea pagine che sembrano professionali. In una giornata si può impostare un sito intero. Perché allora molti (me compreso) lo evitano quando possono?
Perché piace
Drag and drop visivo, libreria di template, effetti, animazioni. Per agenzie che devono consegnare in fretta, è comodo.
Perché fa paura
- Costo e dipendenza. Elementor Pro costa (circa 70–80 €/anno). Molte agenzie usano una licenza «agenzia» e costruiscono tutto lì. Se cambi fornitore, il sito resta in Elementor: paghi tu la licenza o rifai tutto.
- Non è mobile first. Si progetta spesso per desktop spettacolare; su mobile compaiono overflow, scroll orizzontale, menu che spariscono, icone sovrapposte.
- Pesante. Appesantisce WordPress, rallenta, a volte instabilizza aggiornamenti e cache.
- Esperienza personale. Elementor (in conflitto con il tema Soledad — venduto come «compatibile con Elementor») mi ha fatto perdere il vecchio uomodicasa.it: oltre 300 pagine. Free vs Pro, tema vs plugin: il problema assodato era il page builder.
Elementor non è il male assoluto. È uno strumento che va scelto sapendo il prezzo annuale e il costo di uscita.
WPBakery: il vecchio compagno dei temi ThemeForest
WPBakery Page Builder (ex Visual Composer) lo trovi ancora bundled in tantissimi temi premium su ThemeForest. Pro:
- Lo conoscono molti freelance «di una certa generazione»
- Layout complessi si montano a shortcode / backend editor
- Spesso «incluso» nel prezzo del tema — sembra gratis
Contro — e qui parlo chiaro come per Elementor:
- Shortcode ovunque. Il contenuto vive in shortcode nel database. Migrare o cambiare builder = rifare pagine, spesso a mano.
- Editor datato. L’esperienza non regge il confronto con Gutenberg o Elementor moderno.
- Performance. Non è leggero; temi + WPBakery + slider + demo import = sito lento già al day one.
- Aggiornamenti. Se il tema smette di mantenere WPBakery, resti appeso a versioni vecchie e vulnerabilità.
Se erediti un sito con WPBakery, valuta se tenerlo solo finché regge — non è la base ideale per i prossimi cinque anni.
Blocksy: non è Elementor (ed è un vantaggio)
Qui c’è spesso confusione: Blocksy è soprattutto un tema leggero, non un page builder stile Elementor. Però offre header/footer builder e si integra benissimo con Gutenberg (e opzionalmente Elementor, se proprio vuoi).
Perché lo cito accanto a WPBakery e Elementor? Perché rappresenta un’altra strada:
- Pro: veloce, moderno, pochi plugin obbligatori, ottimo con blocchi nativi; versione free già utilizzabile; upgrade Pro senza rifare il sito.
- Contro: meno «effetti wow» out of the box rispetto a Elementor; per layout molto eccentrici serve ancora pazienza o CSS; non sostituisce da solo un builder visuale completo se vuoi animazioni da landing page americana.
Se ti costruisci il sito da solo e vuoi evitare licenze e peso, la combo Blocksy + Gutenberg (o un tema custom come il mio) è più sana di Elementor + tema pesante. Ne ho parlato anche in Costruisci da solo il tuo sito web.
Generate Blocks e Thrive: due note veloci
Generate Blocks estende Gutenberg con blocchi extra leggeri — utile se ti manca qualche mattoncino senza installare Elementor.
Thrive Architect è un ecosistema a sé (tema + builder + marketing): potente per funnel e conversioni, ma uscirne costa caro — spesso rifare sito e tema. Vedi la tabella costi nella guida builder citata sopra.
Tabella riassuntiva (onesta)
| Builder / approccio | Ideale per | Attenzione a |
|---|---|---|
| Gutenberg (nativo) | Blog, news, siti leggeri, fai-da-te | Layout complessi, tabelle mobile |
| Elementor | Consegne rapide, landing animate | Licenza, mobile, peso, lock-in |
| WPBakery | Siti legacy su tema ThemeForest | Shortcode, migrazione difficile |
| Blocksy + Gutenberg | Vetrine moderne senza plugin pesante | Meno effetti «spettacolo» |
| Thrive / Divi | Marketing, suite all-in-one | Costo annuo, ecosistema chiuso |
La mia regola pratica
- Articoli del blog → Gutenberg, sempre.
- Resto del sito → Gutenberg o tema leggero, se vuoi indipendenza e velocità.
- Elementor / WPBakery solo se sai chi paga la licenza e cosa succede se cambi fornitore.
- Prima di firmare con un’agenzia: chiedi quale builder usano e quanto costa uscirne.
Nota sul tema custom
Un tema custom (codice scritto su misura, come danielechiuri.it) è quasi sempre la soluzione più veloce in termini di prestazioni: niente plugin builder, niente demo importate, solo ciò che serve. Il rovescio: se è fatto full custom, per l’utente finale è difficile da modificare — servono competenze tecniche o il tecnico che l’ha creato.
L’ibrido che funziona spesso
Via di mezzo: template custom per header, hero e footer (la «cornice» del sito), e il resto — pagine interne, blog, sezioni ripetitive — con un builder leggero come Gutenberg o Generate Blocks. Prestazioni buone, meno lock-in di Elementor, e contenuti che il cliente può aggiornare da solo.
Stai scegliendo builder per un sito nuovo o hai ereditato Elementor/WPBakery e non sai da che parte iniziare? Scrivimi — in consulenza si fa chiarezza in poco tempo.
