Che differenza c’è tra un sito fai da te e un sito professionale? Spesso meno di quanto credi — e più di quanto vorresti ammettere quando qualcosa non funziona.
Parto da un presupposto chiaro: sponsorizzo sempre il fai da te. Lo so, mi do un po’ la zappa sui piedi da solo — ma il mio alter ego «uomo di casa» spinge. Un sito fatto con le tue mani, se curato, può diventare molto più credibile di una vetrina costosa e abbandonata.
Se ti sei costruito il sito da solo, ecco cosa puoi fare per ottimizzarlo e renderlo più professionale. Se hai già fatto tutto questo, il tuo sito è probabilmente meglio di quanto pensi.
1. Ottimizzazione delle immagini
Le immagini devono essere leggere (poco peso in kilobyte) e non più grandi del necessario. Una foto da 3000×4000 pixel ha senso solo se la mostri a tutta larghezza; se in pagina appare come miniatura, stai scaricando inutilmente megabyte.
Controllo rapido: vai sul sito, tasto destro sull’immagine → salva immagine. Nei download controlla peso e dimensioni reali. Se in pagina la vedi piccola ma il file pesa 2 MB, hai trovato un problema.
Prima di caricare: ridimensiona (spesso 1920 px di larghezza massima basta per hero), esporta in WebP o JPEG qualità 80–85, usa plugin di compressione su WordPress se ne carichi tante.
2. Nome, ALT tag e descrizione su ogni immagine
Per accessibilità e SEO ogni immagine dovrebbe avere testo alternativo sensato — non «IMG_4521.jpg».
Su WordPress: Libreria media → clic sull’immagine → a destra compila almeno:
- Nome — titolo leggibile del file
- Testo alternativo (ALT) — cosa rappresenta l’immagine (breve, descrittivo)
- Didascalia / descrizione — utile se la immagine compare in articoli
Tre campi compilati = sito più professionale agli occhi di Google e di chi usa screen reader.
3. PageSpeed Insights
Vai su PageSpeed Insights, incolla l’URL del sito e leggi il report. Non inseguire solo il voto: guarda le raccomandazioni concrete (immagini, cache, script inutili, font esterni).
Ripeti test su mobile e desktop. Molti siti fai da te vanno bene su PC e collassano su cellulare — dove arriva la maggior parte del traffico.
4. Prova navigazione da mobile
Apri il sito dal telefono (non solo dall’emulatore del browser) e scorri tutte le pagine principali. Controlla che:
- non ci sia scroll orizzontale (segno di layout rotto);
- testi e titoli non si sovrappongano;
- immagini non escano dallo schermo;
- menu e pulsanti siano cliccabili senza zoom;
- form e numeri di telefono siano leggibili senza pinzare lo schermo.
Dettagli «strani» — titoli giganti, margini assenti, blocchi che si accavallano — sono spesso ciò che separa un sito amatoriale da uno curato.
Altri controlli utili (bonus)
- HTTPS attivo su tutte le pagine (lucchetto verde)
- Contatti aggiornati — email, telefono, indirizzo coerenti con Google Business se esiste
- Plugin e core aggiornati su WordPress (dopo backup)
- Pagina privacy / cookie se raccogli dati o usi analytics
- Link rotti — un giro manuale nel menu e nel footer
Fai da te non significa «abbandonato»
La differenza tra fai da te e professionale non è sempre «agenzia vs WordPress.com gratis». È attenzione ai dettagli: immagini, testi, velocità, mobile, aggiornamenti.
Hai già fatto i quattro punti sopra? Complimenti: sei avanti a gran parte del web che esiste ma non viene mai toccato.
Se ti senti insicuro
Non serve rifare tutto da zero. In un paio d’ore si possono sistemare immagini, ALT, un giro su PageSpeed e i peggiori problemi mobile — insieme, a schermo condiviso, così impari anche per la prossima volta.
Vuoi fare questo giro sul tuo sito WordPress fai da te? Scrivimi dalla pagina contatti — niente DM, niente mistero: ci si accorda e si lavora.
