Non serve essere sviluppatori per capire se il proprio sito «tiene» o se sta zoppicando. Bastano pochi test gratuiti, dieci minuti e un po’ di onestà sui risultati.
Due di questi li uso spesso e li consiglio per primi: il comando site: su Google e la scansione dei link rotti. Qui sotto li metto in fila con altri che ogni proprietario di sito può fare da solo — senza plugin misteriosi e senza entrare nel codice.
1. Il test site:tuodominio.it (Google)
Apri Google e digita:
site:www.tuodominio.it
(con il tuo dominio vero, senza spazi dopo i due punti).
Google ti mostra le pagine del sito che ha già messo in indice. Non è un elenco completo del tuo WordPress: è ciò che Google ha deciso di tenere in archivio per la ricerca.
A cosa serve:
- capire se Google «vede» home, servizi, contatti, articoli importanti;
- scoprire pagine vecchie o placeholder ancora in indice;
- confrontare «quanti post ho pubblicato» vs «quanti ne vedo in
site:».
Se mancano pezzi importanti, il passo successivo è Search Console (ispezione URL + sitemap). Ne ho già scritto in dettaglio: non è magia, ma aiuta.
2. Broken Link Check — i link che non funzionano
C’è una cosa super fastidiosa lato utente: clicchi un link… e ti compare la 404.
Il sito si chiama Broken Link Check: inserisci il dominio e fa una scansione gratuita del sito. Se hai oltre circa 3000 pagine, diventa a pagamento — oh mamma. Per un sito professionale o un blog tipico, la versione free basta e avanza.
Alla fine ricevi un report con i link rotti e i messaggi di errore. Attenzione: a volte l’errore non è tuo. Magari hai linkato una pagina esterna che nel frattempo è sparita. Anche quello conta: dal punto di vista del visitatore il click è comunque morto.
Utile soprattutto se non l’hai mai fatto. Io l’ho usato sul mio sito e ho trovato due casi classici: uno slug sbagliato verso un articolo backup, e un link di prova 404 messo apposta in un pezzo (i tool lo segnalano lo stesso).
3. PageSpeed Insights — velocità (e un assaggio di mobile)
Strumento ufficiale Google: pagespeed.web.dev. Incolli l’URL della home (o di una pagina chiave), aspetti un minuto, e ottieni un punteggio su mobile e desktop.
Cosa leggere senza diventare tecnici:
- il voto mobile conta più del desktop (la maggior parte del traffico arriva da telefono);
- non ossessionarti sul 100/100: importa se la pagina è usabile o se sembra bloccata;
- se esce «rosso» sulla home, è un segnale da non ignorare — anche se non sai ancora cosa comprimere.
Il report elenca problemi (immagini pesanti, JavaScript, font…). Tu puoi farne uno screenshot e passarlo a chi ti gestisce il sito. Già solo sapere «è lento» è un passo avanti rispetto al «secondo me va bene».
4. HTTPS e il lucchetto (più SSL Labs, se vuoi approfondire)
Apri il sito da telefono e da PC. Nella barra indirizzi deve esserci il lucchetto e l’indirizzo deve iniziare con https://. Se il browser urla «Non sicuro», fermati lì: è un problema di fiducia, non di estetica.
Prova anche la versione senza S: digita http://www.tuodominio.it e verifica che ti porti automaticamente su HTTPS. Se resti su HTTP, i visitatori (e Google) lo notano.
Vuoi un voto più tecnico senza mettere le mani nel server? SSL Labs: inserisci il dominio, aspetti, leggi la lettera (A, B, C…). Non serve capire ogni riga del report: se sei sotto la B, conviene chiedere all’hosting o allo sviluppatore.
5. Google Safe Browsing — «il sito è segnalato?»
Chrome usa un database di siti pericolosi (malware, phishing). Puoi controllare il tuo dominio sul Transparency Report Safe Browsing.
Se risulti pulito, bene. Se risulti segnalato, è un’emergenza: contatta hosting e chi gestisce il sito subito. Non è un test da fare ogni giorno — è da fare dopo sospetti, dopo un hack, o una volta all’anno per tranquillità.
6. Il test «da umano» sul telefono
Niente tool. Apri il sito sul cellulare (non in anteprima desktop ridotta: sul telefono vero).
- I menu si aprono?
- I bottoni si cliccano con il pollice o sono microscopici?
- Il form contatti si vede intero?
- Le immagini strozzano la pagina?
Se tu, che conosci il sito, fai fatica, immagina chi arriva freddo da Google.
7. (Bonus) Una scansione guidata, se ce l’hai in casa
Sul mio sito ho uno strumento di valutazione in homepage: incolli l’URL e ricevi indicazioni pratiche (HTTPS, velocità, segnali grossolani). Non sostituisce PageSpeed o Broken Link Check: è un primo sguardo, utile se non sai da dove partire.
Come usarli senza impazzire
| Test | Cosa scopri | Quando farlo |
|---|---|---|
site: su Google |
Cosa è in indice | Dopo publish importanti / rebuild |
| Broken Link Check | Link morti interni ed esterni | 1–2 volte l’anno, o dopo grandi modifiche |
| PageSpeed Insights | Lentezza percepita | Dopo redesign o se «sembra lento» |
| HTTPS / SSL Labs | Lucchetto e certificato | Dopo cambio hosting o certificato |
| Safe Browsing | Segnalazioni malware | Sospetto o check periodico |
| Prova sul telefono | Usabilità reale | Sempre, prima di dire «è pronto» |
Non serve farli tutti ogni lunedì. Serve un rituale minimo: dopo un lavoro grosso sul sito, o due volte l’anno, passi questa checklist. I report li tieni. Se qualcosa esce storto, hai pezzi concreti da mostrare a chi ti aiuta — non solo «il sito non mi convince».
In sintesi
Parti da site: e Broken Link Check; aggiungi velocità, HTTPS, Safe Browsing e il controllo umano sul telefono. Gratuiti, fattibili senza essere sviluppatori, utili davvero.
Hai fatto la scansione e non sai come leggere il report? Scrivimi — o usa lo strumento in homepage e poi ne parliamo.
