Domini e hosting

Trasferimento di dominio: cosa comporta e come si fa

Dominio e hosting non sono la stessa cosa: codice di migrazione, backup, DNS e tempi realistici per spostare nome e sito senza sorprese.

Trasferimento di dominio: cosa comporta e come si fa, spiegato in modo semplice. Capita di doverlo fare per contratto con l’agenzia che scade, costi di rinnovo troppo alti, hosting lento o semplicemente perché vuoi avere nome e spazio sotto il tuo controllo.

Prima di tutto: come ti trovi con il provider attuale? Paghi tu direttamente o passa tutto dall’agenzia? La risposta cambia chi chiede il codice di migrazione e chi può modificare i DNS.

Dominio e spazio non sono la stessa cosa

Un sito web, nella maggior parte dei casi, è fatto da due pezzi distinti:

  • Il dominio — il nome (es. www.tuaazienda.it), registrato presso un registrar
  • Lo spazio hosting — server e database dove girano file WordPress, email, ecc.

Puoi trasferire solo il dominio e lasciare il sito dove sta (succede, anche se sembra strano). Oppure spostare dominio e hosting insieme — il caso più comune quando cambi fornitore per davvero.

Caso tipico: spostare nome e spazio

1. Codice di migrazione (auth code / EPP)

Chiedi al provider attuale il codice di migrazione del dominio. Senza quel codice non si trasferisce nulla. È una stringa che il registrar nuovo ti chiederà per dimostrare che hai diritto a spostare il nome.

Verifica anche che:

  • il dominio non sia scaduto o in redemption;
  • l’email amministrativa del dominio sia tua e accessibile;
  • non ci siano blocchi «transfer lock» attivi senza motivo.

2. Ordine presso il nuovo provider

Sul nuovo registrar/hosting inserisci il dominio da trasferire, incolla il codice e paghi il rinnovo annuale (spesso il trasferimento include un anno di registrazione).

Nei giorni successivi (di solito 2–5 giorni lavorativi, a volte meno) il dominio viene spostato sul nuovo registrar. Fino a qui il sito, però, è ancora sul vecchio server.

3. Backup e copia del sito

Esporta tutto dal vecchio hosting:

  • file (FTP, SFTP o pannello);
  • database MySQL (phpMyAdmin o backup del pannello);
  • eventuale configurazione email se la sposti insieme.

Importa il backup nello spazio nuovo che hai acquistato. Su WordPress conviene testare su un URL temporaneo o in staging prima di toccare i DNS.

4. Puntare il dominio al nuovo sito

Quando il sito sul nuovo spazio funziona, chiedi al provider (o modifichi tu nel pannello DNS) di far puntare il dominio ai nuovi server: record A o CNAME, nameserver del nuovo hosting, ecc.

Durante la propagazione DNS il sito può essere momentaneamente irraggiungibile o mostrare versioni diverse a utenti diversi. È normale: la propagazione può richiedere da qualche ora a 48 ore.

Propagazione finita: il dominio risolve sul nuovo spazio e il visitatore vede il sito come prima (se il backup è stato fatto bene).

5. Chiusura sul vecchio provider

Il vecchio hosting, alla scadenza del contratto, libera lo spazio. Non cancellare subito tutto: tieni un backup e assicurati che email e sito rispondano sul nuovo ambiente prima di disdire.

Solo dominio, sito che resta dov’è

A volte si trasferisce il nome su un registrar economico ma si lascia il sito sull’hosting attuale. In quel caso aggiorni solo i nameserver o i record DNS per continuare a puntare al server di prima. Utile per staccarsi da un’agenzia che teneva il dominio in ostaggio senza spostare subito WordPress.

Quanto tempo serve in totale

Tra codice di migrazione, trasferimento registrar, backup, test e propagazione DNS, una settimana è una stima realistica — non perché ogni passo richieda giorni, ma perché coordinare agenzia vecchia, nuova, email e downtime evitabile richiede margine.

Se affidi il lavoro a un professionista, ora sai cosa sta facendo: non è «un click magico», è una sequenza ordinata con un buco di qualche ora nel mezzo.

Errori da evitare

  • Trasferire il dominio senza backup del sito
  • Cambiare DNS prima che il nuovo spazio sia testato
  • Dimenticare caselle email sul vecchio hosting
  • Perdere accesso al pannello perché l’agenzia aveva solo la sua email

Conclusione

Il trasferimento di dominio non è complicato in teoria: codice, ordine, backup, DNS. È delicato in pratica perché nome e spazio viaggiano su binari diversi e il sito può andare offline se si ha fretta.

Hai un trasferimento in vista o dubbi su registrar e hosting? Scrivimi dalla pagina contatti.