«Devo trasferire il dominio» — la frase arriva così, spesso in panico. A volte basta spostare il nome. Altre volte stai cambiando casa per davvero: hosting, database e tutto il sito. Qui spiego cos’è una migrazione di dominio, perché capita, cosa stai spostando (e cosa no), e come si fa in pratica senza bruciare il sito online.
Non è un tutorial da pannello a pannello: è la mappa mentale che uso quando un cliente vuole uscire da un provider scomodo o troppo caro.
Perché ogni tanto serve trasferire il dominio (o cambiare casa)
Il motivo non è «mi sono stancato del logo del provider». Di solito è una di queste tre:
- Troppo caro al rinnovo — il primo anno era in promo; dal secondo la fattura non torna più. Ne ho scritto spesso a proposito di hosting italiani e rinnovi.
- Non performante — sito lento, timeout, WordPress che «non gira». A volte il problema è il sito (plugin, immagini); a volte il piano o il server non bastano più.
- Strumenti assenti — niente SSH, FTP obbligatorio e opaco, nessun staging, backup poco chiari. Se lavori sul sito (o lo fa qualcuno per te), senza strumenti seri perdi ore. L’ho vissuto sulla pelle con hosting «solo FTP».
In tutti e tre i casi la domanda vera non è solo «cambio il nome del sito». È: resto dove sto e sposto solo il dominio, o mi porto dietro anche lo spazio e il database?
Solo dominio o anche database? Due pezzi diversi
Qui si fa confusione. Vale la pena metterlo nero su bianco.
Il dominio
È il nome: tuosito.it. Lo registri presso un registrar. Non contiene articoli, prodotti, utenti o immagini. È l’indirizzo sulla porta di casa.
Trasferire solo il dominio significa: il nome passa a un altro registrar, ma i visitatori possono continuare a finire sullo stesso server di prima, se i DNS puntano ancora lì.
Il database (e i file)
Il sito vero — su WordPress in particolare — vive soprattutto nel database (testi, impostazioni, utenti, ordini…) e nei file sul disco (tema, plugin, media). Quello spazio si chiama hosting.
Se cambi hosting, stai migrando il database (e i file). Se cambi solo il registrar del dominio, il database può restare dove sta.
| Cosa sposti | Cosa cambia | Cosa resta uguale (se fatto bene) |
|---|---|---|
| Solo dominio | Chi gestisce il nome / fattura del .it | Sito, email, database sul vecchio hosting |
| Dominio + hosting (migrazione) | Nome e «casa» del sito | URL pubblico, se i DNS e i redirect sono a posto |
Quando dici «trasferimento di dominio (migrazione)» di solito intendi il secondo caso: nuova casa per il sito, non solo un cambio di intestatario sul nome.
Come si fa? I quattro passi (in ordine)
Questa è la sequenza che tiene il sito raggiungibile il più a lungo possibile. I dettagli cambiano da pannello a pannello; la logica no.
a) Backup del sito
Prima di tutto: copia di sicurezza completa.
- Export del database (SQL).
- Copia dei file (WordPress: cartella del sito, o almeno
wp-content+ configurazione). - Se puoi, anche un backup «ufficiale» dal pannello del vecchio provider.
Senza backup non si migra: si scommette. Se qualcosa va storto a metà, il backup è l’unica rete.
b) Richiesta di trasferimento del dominio (con il sito che resta sul vecchio database)
Chiedi al provider attuale il codice di migrazione (auth code / EPP) e sblocca il dominio se è locked. Avvia il trasferimento presso il nuovo registrar.
Punto critico: mentre il dominio si trasferisce, i DNS possono (e spesso devono) continuare a puntare al vecchio hosting — cioè al server dove sta ancora il database e i file attuali. Così i visitatori vedono il sito vecchio funzionante, anche se il «cartellino» del nome sta cambiando gestore.
In pratica: trasferisci il dominio, ma non spegnere ancora la casa vecchia. Il nome può già essere dal nuovo provider; il sito continua a vivere sul database di prima finché non sei pronto.
c) Ripristino del sito sul nuovo database (tramite backup)
Sul nuovo hosting crei lo spazio e un nuovo database, poi ripristini:
- carichi i file dal backup;
- importi il SQL nel nuovo database;
- aggiorni la configurazione (su WordPress: dati di connessione al DB, URL se serve).
A questo punto hai due copie del sito: una ancora online sul vecchio server (quella che vede il pubblico), una pronta sul nuovo (ancora «privata» finché i DNS non puntano lì). Verifica login, pagine, form, HTTPS sul nuovo ambiente prima dello switch definitivo.
d) Propagazione DNS e spostamento definitivo
Quando il sito sul nuovo database è a posto, si aggiornano i DNS del dominio (record A, eventualmente CNAME, MX se sposti anche la posta) verso il nuovo server — non «verso il database» in senso stretto: il DNS indica l’indirizzo della macchina (o del servizio) dove gira l’hosting; il database sta su quella macchina e WordPress ci si collega da solo.
La propagazione DNS la gestiscono i resolver di Internet: può richiedere da pochi minuti a 24–48 ore (a volte di più, se i TTL erano alti). In quella finestra qualcuno può vedere ancora il vecchio sito, qualcun altro già il nuovo. Per questo backup e doppia copia servono.
Quando la propagazione è stabile e hai controllato tutto sul nuovo hosting, puoi chiudere (o lasciare scadere) il vecchio spazio. Solo allora la migrazione è davvero finita.
In sintesi
- Si migra perché costi, performance o strumenti (tipo SSH) non reggono più.
- Dominio = nome. Database + file = sito.
- Ordine sano: backup → trasferimento dominio tenendo i DNS sul vecchio → ripristino sul nuovo → cambio DNS e attesa propagazione.
Se salti un pezzo — soprattutto il backup o il test sul nuovo database prima dello switch — rischi downtime o, peggio, due versioni del sito che divergono.
Quanto costa la migrazione?
Si parte da 89 € se non ci sono problemi particolari — che si valutano caso per caso (pannello chiuso, sito rotto già in partenza, posta da migrare, redirect da ricostruire, e così via).
Una precisazione importante: migrare significa spostare il sito, non aggiungerne o toglierne pezzi. Se in corso d’opera vuoi rifare sezioni, cambiare layout o ripulire contenuti, non è più (solo) una migrazione: è un altro lavoro, con un altro preventivo.
Stai uscendo da un hosting scomodo o troppo caro e non sai se basta spostare il dominio o serve la migrazione completa? Scrivimi dalla pagina contatti — in poco tempo si capisce cosa stai davvero spostando.
