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Nel tuo mazzo ci sono tutte le chiavi del sito?

Mazzo di chiavi digitali del sito web: dominio, hosting, mail, WordPress e Analytics

Dominio, hosting, mail, WordPress, Analytics: le chiavi digitali non sono una sola. Checklist e link ai pezzi già sul sito.

Hai le chiavi di casa? Bene. Ma per un sito web le chiavi non sono una sola: è un mazzo. Dominio, hosting, mail, WordPress, Analytics… Se anche una sola resta in mano a qualcun altro, il giorno che cambi fornitore scopri di essere ospite a casa tua.

Questa pagina mette insieme pezzi già scritti sul sito sotto un solo filo: le chiavi digitali. Non è un trattato. È la domanda utile: nel tuo mazzo ci sono tutte le chiavi?

1. Il dominio

La chiave più ovvia — e quella che più spesso “resta dall’altra parte”. Chi lo ha registrato, chi paga il rinnovo, chi ha il login del registrar: tre cose diverse che la gente confonde.

Ne ho già scritto qui:

Utile anche il pezzo sul contratto con l’agenzia: dovrebbe dire di chi sono dominio, account e diritti in uscita — non solo “vi facciamo il sito”.

2. L’hosting

Lo spazio dove “vive” il sito. Se l’account cPanel / pannello è solo loro, tu non entri, non fai backup, non cambi PHP, non esci. Stesso schema del dominio.

Pezi già sul sito (scelte, prezzi, incidenti):

3. La posta sul dominio

Caselle info@tuodominio.it create sul loro server, o un Google Workspace / Microsoft 365 di cui loro sono admin: il giorno del cambio fornitore la posta è il pezzo che fa più male.

Già sul sito: email professionale sul dominio (perché uscire da Gmail/Virgilio/Libero per il lavoro). Vicino al tema “rumore in casella”: spam, unsubscribe e filtri.

Approfondimento: portare via le email del dominio — schema di migrazione, tool dei provider seri, e cosa succede quando il migrator non c’è.

4. WordPress: chi entra da amministratore

Se l’unico utente admin è l’agenzia e tu sei “editore”, la chiave della casa ce l’hanno loro. Vale anche per l’URL di login nascosto: comodo contro i bot, disastrose se lo ricordano solo loro.

Le password di hosting, WordPress, registrar e mail vanno tenute in un posto solo, tuo — non sul foglio Excel né in una chat WhatsApp. Approfondimento: gestori di password e chiavi del sito.

5. Google Analytics (e dintorni)

Il “pixel” GA4 non è del sito: è di un account Google. Se lo generano loro e lo mettono sul tuo sito, i dati vanno a casa loro e tu sei ospite. Non è per forza illegale: se sei informato e d’accordo, può essere un servizio. Diventa strano quando succede in automatico, senza che tu possa mettere becco.

Stesso discorso, più corto, per Search Console (proprietà verificata sul loro account) e per i pixel ads (Meta, LinkedIn, Google Ads): storico e accessi restano dove è stato creato l’account.

Approfondimento: Google Analytics in ostaggio — di chi è l’account, cosa perdi alla fine del contratto, come dovrebbe funzionare.

6. Piattaforme “tutto incluso” (Wix, Duda, e simili)

Qui le chiavi sono l’abbonamento e i permessi dell’account. Il sito vive sulla loro piattaforma: uscirne vuol dire ricostruire altrove (ne abbiamo parlato anche nei casi “stesso sito, meno canone”).

Vedi anche: pratiche di lock-in — il quadro più largo su come ti tengono legato.

Checklist rapida (il mazzo)

  1. Dominio: login registrar + rinnovi — tuoi.
  2. Hosting: pannello e fatture — tuoi.
  3. Email sul dominio: admin e export — tue.
  4. WordPress: un admin tuo; URL di login annotato.
  5. Backup: almeno una copia che sai scaricare tu.
  6. GA4 / Search Console / pixel: proprietà o account tuoi, fornitori invitati.
  7. Password: un posto solo, tuo — vedi gestori di password (non la chat con lo sviluppatore).

Se anche una riga è “boh, lo fa l’agenzia”, quella è una chiave fuori dal mazzo.

I pezzi del mazzo, sul sito, ci sono già: questa pagina serve a vederli insieme. Se manca solo il «dove le metto», parti da gestori di password e chiavi del sito.

Hai un dubbio sul tuo caso? Scrivimi — si chiarisce in poco tempo.