Domini e hosting

Portare via le email del dominio: trasferire non basta

Migrazione caselle email del dominio: copia da un hosting all’altro prima del cambio MX

Dominio e posta sono due lavori diversi. Schema generale di migrazione caselle, tool tipo Serverplan e SiteGround, e perché i provider più economici spesso ti lasciano al client.

Trasferisci il dominio e pensi: «ok, ci siamo». Poi arriva la domanda che fa sudare: e le mail?

Caselle info@tuodominio.it, commerciale@, quelle che usi da anni. Non viaggiano insieme al nome a dominio. Restano sul server dove sono nate — finché qualcuno non le copia dall’altra parte e non punta la ricezione (i record MX) al nuovo posto.

Due lavori diversi. Confonderli costa caro.

Cosa stai spostando (davvero)

Trasferire il dominio cambia chi gestisce il nome (registrar). Il sito può restare dove sta; la posta pure, se i puntamenti non li tocchi.

Spostare la posta significa: creare le caselle sul nuovo servizio, copiare i messaggi (anni di clienti, preventivi, fatture), poi far arrivare la posta nuova lì. Solo dopo spegni il vecchio.

Se salti la copia e cambi tutto in un colpo, rischi silenzio in casella, archivi irrecuperabili, o giorni in cui metà dei messaggi finisce ancora dal vecchio lato.

Lo schema generale (uguale quasi ovunque)

Non esiste un pulsante universale uguale su tutti i provider. Esiste però un ordine che ha senso:

  1. Crei sul nuovo hosting le stesse caselle (stessi indirizzi).
  2. Copi il contenuto dal vecchio al nuovo — meglio mentre il vecchio riceve ancora.
  3. Controlli (webmail o client): inbox, inviati, qualche thread a caso.
  4. Punti i record MX verso il nuovo servizio.
  5. Rifai una sync breve per i messaggi arrivati nel mezzo.
  6. Solo dopo chiudi / non rinnovare il vecchio spazio mail.

Il dominio lo muovi quando ti conviene. La posta la muovi quando copia e MX sono sotto controllo — non «il giorno dell’auth code» a casaccio.

Server → server (meglio) o client sul PC (piano B)

Preferibile: i due sistemi parlano via IMAP. Un tool del provider (o un Imapsync) copia cartella per cartella. Il PC non è l’archivio: lancia il job, o nemmeno quello.

Piano B: Thunderbird, Outlook e simili. Colleghi il vecchio account, colleghi il nuovo, sposti o esporti/reimporti. Funziona se hai utente e password. È più lento, più manuale, e con caselle grosse fa piangere. Utile quando non c’è un migrator chiaro.

Non sei obbligato al client. Il client è quando la strada server↔server non ce l’hai.

Dove i provider ti aiutano (esempi)

Alcuni hosting hanno capito che cambiare fornitore senza spostare la posta è un mezzo disastro — e ti mettono in mano uno strumento.

Serverplan offre ImapSync in area clienti: crei le caselle sul nuovo spazio, inserisci i dati IMAP del vecchio e del nuovo (anche più caselle con un CSV), aspetti lo stato «Migrato», controlli i log e la webmail. Guida: importare le email dal provider precedente.

SiteGround ha l’Email Migrator in Site Tools: stessa logica (casella nuova + credenziali e hostname del vecchio server), copia automatica, poi aggiorni gli MX e, dopo la propagazione DNS, rifai una passata per i pezzi arrivati tardi. In alternativa documentano anche il percorso con client IMAP.

Non è magia. È mestiere: ti danno un’uscita civile.

Dove spesso si sente il risparmio

Sui listini più tirati capita spesso il contrario: niente migrator chiaro in pannello, nessuna procedura «un click e copia». Ti ritrovi con export dalla webmail, file .eml / .mbox / .pst, limiti di dimensione, oppure «usa un client e arrangiati».

Esempio tipico lato Aruba (dalle loro guide sul trasferimento): il dominio non porta le caselle; durante il trasferimento le mail del vecchio provider possono sparire; tocca esportare prima, ricreare le caselle, poi importare — o usare Imapsync verso i loro server se il vecchio è ancora acceso. Funziona, ma non è la stessa comodità di un Email Migrator dedicato.

Economico non vuol dire truffa. Vuol dire che su un’operazione delicata (posta = clienti e storico) il deficit del tool diventa costo tuo: ore, errori, rischio di perdere pezzi.

Cosa chiedere prima di firmare (o di cambiare)

  • Avete un tool per migrare le caselle via IMAP?
  • Posso rifare una sync dopo il cambio MX?
  • Le caselle le creo io sul pannello, con password mie?
  • Cosa succede alla posta se trasferisco solo il dominio e non tocco gli MX?

Se la risposta è vaga, metti in conto client, notti lunghe, o qualcuno che lo fa per mestiere. Se la risposta è un migrator tipo quelli sopra, sei già a metà strada.

Collegato al resto del «mazzo»

La posta sul dominio è una delle chiavi digitali: se l’admin e l’archivio stanno solo dall’altra parte, il giorno della separazione fa più male del sito. Stesso schema di Analytics in ostaggio e del dominio in ostaggio — pezzi diversi, stessa domanda: nel tuo mazzo ci sono tutte le chiavi?

Utile anche: perché avere email sul dominio (non solo Gmail/Virgilio) e, quando tocchi i puntamenti, sapere cosa stai muovendo.

Hai un dubbio sul tuo caso (da dove a dove)? Scrivimi — si chiarisce in poco tempo, senza che scatti nulla in automatico.