Guide e utility

Vuoi un sito web? I livelli in ordine di costo (dal fai da te al professionista)

Dal dominio gratuito al sito pro con manutenzione: una mappa onesta dei livelli per capire quanto spendere, quanto lavorare tu e quando chiamare un professionista.

«Vuoi un sito web? Quanto costa?» — la domanda arriva sempre così. La risposta onesta è: dipende dal livello che scegli. Non esiste un prezzo unico: esiste una scala di soluzioni, dal «provo un attimo» al «non ci penso più, ci pensa qualcuno che sa fare».

Questo è l’approfondimento del post che ho pubblicato su LinkedIn. Lì non c’era spazio per tutto; qui sì. Li mettiamo in ordine di costo crescente — soldi che esci dal portafoglio, ma anche ore che passi tu davanti allo schermo.

Non è una classifica di merito. Ogni livello può avere senso, se sai cosa stai comprando.

La mappa in una tabella

Livello In sintesi Chi lavora Costo in euro
0 Dominio gratuito (miosito.wordpress.org, Wix free…) Tu, per gioco 0 €
1 Dominio a pagamento + WordPress + tema free Tu Basso (dominio + hosting)
2 Come il 1 + builder a pagamento (Elementor, Divi…) Tu Basso + canone builder
2,5 Sito «Frankenstein»: fai da te, poi chiami il professionista a sistemare Tu, poi lui Basso all’inizio, poi imprevisti
3 Fai da te + ore di consulenza con un professionista Tu, con guida Medio-basso
4 Sito basic fatto dal professionista, poche pagine Professionista ~1.000 € (ordine di grandezza)
5 Sito pro: molte pagine, web app, senza manutenzione Professionista Più alto
6 Sito pro + manutenzione nel tempo Professionista Investimento + canone

Per capire cosa fa salire il preventivo quando passi dal livello 4 in su (pagine, immagini, e-commerce, copy…), c’è anche questo approfondimento sui fattori di prezzo.

Livello 0: dominio gratuito (miosito.wordpress.org, miosito.wixsite.com…)

Questo non lo considero nemmeno un livello vero. È smanettare: va benissimo per provare, capire se ti piace, fare un esperimento. Non è la casa tua — è un appartamento in affitto con il cartello del padrone ancora sulla porta.

Pro: zero euro, zero impegno formale.

Contro: non è il tuo dominio, SEO e credibilità ne risentono, spesso pubblicità o limiti del piano free. Per un’attività seria non è una base.

Se vuoi solo capire come funziona WordPress prima di spendere, ok. Se vuoi «avere un sito» per il lavoro, salta al livello 1.

Livello 1: fai da te con dominio a pagamento

Compri il dominio (es. tuonome.it), attivi hosting, installi WordPress e ci piazzi sopra un template gratuito. È il percorso che consiglio spesso a chi ha tempo e voglia di imparare.

Pro: paghi solo dominio e hosting (spesso poche decine di euro all’anno). Con metodo puoi arrivare a un risultato credibile. Ho raccolto strumenti e temi in Costruisci da solo il tuo sito web e in i migliori template gratuiti per WordPress.

Contro: devi lavorarci. Il sito lo paghi in ore, non solo in euro. Errori su immagini, plugin, velocità e testi li paghi tu — finché non impari o non chiedi aiuto.

Checklist per alzare il livello senza alzare il budget: Sito fai da te: come ottimizzarlo e renderlo più professionale.

Livello 2: fai da te con dominio e builder a pagamento

Stesso schema del livello 1, ma aggiungi un page builder a pagamento — Elementor Pro, Divi, Thrive e simili. Trascini blocchi, layout complessi, effetti: puoi fare un bel lavoro.

Pro: più libertà visiva senza scrivere codice. Per molti è il compromesso giusto tra «faccio tutto io» e «voglio che sembri curato».

Contro: ti leghi al canone annuale del builder (e spesso a plugin satellite). Il sito può diventare pesante. E comunque devi lavorarci — il builder non scrive i testi al posto tuo. Su costi nascosti e alternative ho scritto una guida dedicata: builder WordPress: costi nascosti.

Livello 2,5: il sito Frankenstein

Questo non l’ho messo su LinkedIn perché fa male dirlo ad alta voce — ma lo vedo continuamente, quindi lo metto qui.

Parti da solo (livello 1 o 2). Installi un plugin per i cookie, uno per la SEO, uno per le slider, uno per le popup, un altro perché «l’ha consigliato un video su YouTube». Cambi tema a metà. Duplichi le pagine «per sicurezza». A un certo punto il sito funziona a metà: lento, layout che ballano su mobile, form che non invia, aggiornamenti che spaventano.

A quel punto chiami un professionista. Non per «fare il sito»: per operare al paziente già in coma. Smontare, capire cosa tenere, cosa buttare, cosa è rotto sotto il cofano.

Pro: nessuno, se non che hai imparato cosa non rifare.

Contro: paghi il professionista più che se lo avessi chiamato al livello 3. Le ore non vanno in «costruire bello», vanno in «capire il casino». A volte conviene rifare da zero — e allora hai speso due volte.

Ne ho parlato anche in quando il professionista diventa pasticcione — il titolo è ironico, ma il problema parte spesso da troppe mani (anche la tua) sullo stesso WordPress.

Se sei al livello 2,5 e non vuoi peggiorare: fermati, fai un backup, e valuta almeno due ore di consulenza prima di installare l’ennesimo plugin.

Livello 3: fai da te con ore di consulenza

Compri dominio e hosting, installi WordPress, ma non sei solo: prendi ore con un professionista (tipo me) per partire bene, evitare errori bloccanti e avere un impianto pulito.

Non è lui che fa il sito al posto tuo: è accanto a te mentre lo fai — videocall, condivisione schermo, compiti tra una sessione e l’altra. È il modello del sito web a ore descritto nella pagina servizi.

Pro: paghi dominio, hosting e poche ore mirate. Impari, il sito resta tuo, niente sorprese da «pacchetto misterioso».

Contro: devi comunque lavorare. Se non hai tempo nemmeno per seguire le call, sali di livello.

Livello 4: sito basic fatto dal professionista (senza manutenzione)

Non fai nulla di tecnico, a parte qualche call per capire obiettivi e contenuti. Il professionista costruisce un sito vetrina di poche pagine — fatto bene, veloce, che funziona. Consegna, paghi, fine.

Pro: non sei legato a canoni del builder (se il sito è fatto bene). Paghi il giusto — e per giusto intendo, come ordine di grandezza, intorno ai 1.000 € per un basic serio in Italia, salvo casi particolari. Hai un risultato professionale senza diventare sysadmin.

Contro: non è un contro. Se vuoi qualcosa di fatto bene, si paga — come la frutta dal fruttaiolo. Aggiornamenti futuri, nuove pagine e sicurezza nel tempo restano a carico tuo, a meno che non li concordi a parte.

Livello 5: sito pro fatto dal professionista (senza manutenzione)

Stesso schema del livello 4, ma il progetto è più grande: tante pagine, sezioni complesse, integrazioni, magari una web app nel browser (calcolatori, tool, aree riservate leggere). Il professionista fa tutto; tu approvi e fornisci contenuti.

Pro: sito su misura, funzionalità che il fai da te faticano a raggiungere. Non sei legato a un builder low cost — il codice e la struttura sono pensati per il tuo caso.

Contro: investimento più alto. Senza manutenzione programmata, tra un anno qualcuno dovrà comunque aggiornare plugin, PHP, controllare form e backup — o il sito invecchia.

Per capire cosa intendo per web app (non è magia, è software nel browser): nella pagina servizi ci sono esempi concreti.

Livello 6: sito pro + manutenzione

Tutto del livello 5, più un canone di manutenzione: aggiornamenti, monitoraggio, piccole modifiche, backup, qualcuno che risponde quando qualcosa non va. Il sito «viaggia a mille» nel tempo, non solo il giorno del lancio.

Pro: non devi più pensare alla parte tecnica — pensi ai clienti che arrivano dal sito. È la scelta giusta per chi il web lo usa davvero per lavorare.

Contro: costo iniziale + canone periodico. Ma è l’unico modo onesto per non ritrovarsi con un sito del 2019 che nessuno tocca più — tema di perché aggiornare un sito inattivo.

Quale livello scegliere?

Domande rapide:

  • Hai tempo e voglia di imparare? → 1 o 2 (con cautela sul 2,5).
  • Hai tempo ma paura di sbagliare? → 3.
  • Vuoi solo il risultato, poche pagine? → 4.
  • Serve molto di più di una vetrina? → 5 o 6.
  • Non vuoi più sentire parlare di plugin? → 6.

Non c’è livello «giusto» in assoluto. C’è il livello giusto per te, oggi — budget, tempo, obiettivo. Quello che non va bene è scegliere il livello 1 pensando di avere un livello 4, o arrivare al 2,5 e pretendere di pagare come il 3.

In sintesi

  • I siti web non hanno un prezzo unico: hanno livelli.
  • Più fai da te, meno euro esci — più ore ci metti tu.
  • Il livello 2,5 (Frankenstein) costa spesso più del livello 3, solo che lo paghi dopo.
  • ~1.000 € per un basic professionale non è uno sproposito: è il mercato onesto per un lavoro fatto bene.
  • Manutenzione non è optional se il sito conta per il tuo lavoro.

Ti serve un sito e non sai da che livello partire? Scrivimi — in una call capiamo se conviene che lavori tu, che lavoriamo insieme o che lo faccia io. Senza venderti il livello sbagliato.